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sabato 3 gennaio 2015

Torta pere, cioccolato e nocciole

Rieccomi qui... Dopo una lunga assenza ho finalmente deciso di riprendere in mano il mio blog e di ricominciare con le ricettine... dal mio ultimo post sono passati più di 6 mesi, dei quali potrei dire tante cose, ma anche ridurli a poche parole. Di certo sono stati molto stressanti, spesso difficili e non sempre piacevoli.
Il lavoro mi ha quasi del tutto assorbito e alla sera l'ultima cosa di cui avevo voglia era di mettermi al computer a scrivere ricette (anche perchè il mio lavoro ha in un certo senso a che fare con la cucina... quindi, a maggior ragione, sentivo il bisogno di uno stacco).
Anche dal punto di vista personale non posso certo dire che sia stato un periodo particolarmente esaltante e come dice la mia amica Enrica (grande supporto nel mio delirante e quotidiano tran-tran lavorativo) "questo è l'anno in cui la realtà ha superato la fantasia"... peccato che ultimamente le fantasie sono state spesso desolanti e orribilissime.

Ma ora il 2014 è alle spalle e mi sento pronta per rimettermi in pista e incominciare l'anno nuovo con qualche buon proposito da realizzare (tra cui quello di non lasciare più che gli aspetti meno piacevoli della mia quotidianità prendano il sopravvento su tutto il resto) e tantissime ricette da pubblicare... perchè in questi mesi ho sì smesso di scrivere ma ho comunque cucinato moltissimo, quindi ho tonnellate di arretrati... ^^

Cominciamo quindi con questa ricettina semplicissima ma davvero golosa... la torta pere e cioccolato è un classico, seppur un classico di cui esistono numerosissime varianti, e questa volta ho scelto una versione super soffice arrichita con delle nocciole.




Ingredienti:
3 pere (io ho usato le williams)
200 gr di farina 
50 gr di fecola di patate
150 gr di cioccolato fondente di buona qualità
200 gr di zucchero di canna
3 uova medie
100 gr di burro
150 ml di latte intero
100 gr di nocciole pelate
1 bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaino di zenzero in polvere
10 gocce di vaniglia concentrata
panna montata, q.b per servire (a piacere)


Preparazione:
Tritare finemente le nocciole e metterle da parte.


Sciogliere il cioccolato insieme al burro (io prima ho tritato il cioccolato nel bimby, pochi secondi vel turbo, e poi ho intiepidito a 60° per un paio di minuti).


Sbattere poi le uova con lo zucchero di canna, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, unirvi il latte, l'essenza di vaniglia, il composto di burro e cioccolato e le nocciole tritate.


Aggiungere lo zenzero in polvere, la fecola, la farina e il lievito e mescolare il composto delicatamente, fino a quando non sarà liscio e uniforme.

Sbucciare le pere, privarle del torsolo e tagliarne metà a cubetti e l'atra metà a fettine sottili. Tamponare i cubetti di pera con della carta assorbente, passarli velocemente nella farina e unirli al composto per la torta, mescolando delicatamente.


Trasferire il tutto in una tortiera (28 cm di diametro) rivestita di carta forno, livellare bene la superficie del composto e disporvi sopra le fettine di pera. Spolverizzare poi con 2 cucchiai di zucchero di canna.



Infornare a 180°C (forno statico) e cuocere per 30 minuti. Spostare poi il forno sulla modalità "ventilato" e proseguire la cottura per altri 20-25 minuti. I tempi dipendono molto dal tipo di forno, quindi fare sempre la prova dello stecchino.


Servire a piacere con un ciuffo di panna montata.

giovedì 27 marzo 2014

Ciambellone di tagliolini gratinati

Quella di oggi è una ricetta riciclona ma di grande effetto, che preparo ogni tanto, quando in frigorifero mi ritrovo con tanti pezzetti di formaggio (io li chiamo i "culetti") che nessuno mangia perchè non sono appena comprati, ma vanno comunque terminati.
Il ciambellone di tagliolini è abbastanza veloce da fare, può essere preparato in anticipo e passato in forno poco prima di cena, oppure anche surgelato per quando arrivano ospiti all'improvviso e, ovviamente, come tutte le paste ripassate in forno... riscaldato il giorno dopo è ancora più buono.
L'unico accorgimento è quello di usare la pasta fresca, perchè tiene meglio la forma rispetto a quella secca, e soprattutto utilizzare un formato "fine" come i tagliolini o i taglierini, perchè una volta cotti diventano compatti ed evitano che il ciambellone vada in pezzi quando lo si sforma.


Ingredienti (per 6 persone):
500 g di tagliolini freschi
100 g di speck a fette
150 g circa di pezzetti di formaggio (io avevo gorgonzola, asiago e brigante)
1 pezzettino piccolo di burro
parmigiano grattugiato, q.b.
4 cucchiai di pangrattato
olio evo, q.b.
sale e pepe, q.b.

Preparazione:
Sgrassare le fette di speck e tagliarle a striscioline. Rosolarle poi in una pentola antiaderente con un cucchiaio di olio e metterle da parte.


Imburrare con cura uno stampo di silicone a forma di ciambella e poi versarvi 2 cucchiai di pangrattato. Scuotere bene lo stampo e farlo ruotare, in modo che il pangrattato aderisca perfettamente su ogni lato.


Lessare i tagliolini in acqua salata, scolarli al dente e tenere da parte un po' dell'acqua di cottura.

 

Saltare i tagliolini nella pentola con lo speck, aggiungendo una generosa macinata di pepe e un po' dell'acqua di cottura della pasta tenuta da parte (aiuterà a rendere cremoso il condimento).


Trasferire metà dei tagliolini nello stampo a ciambella e schiacciarli bene con il dorso di un cucchiaio, in modo che non rimangano spazi vuoti.

 

Creare una specie di conchetta lungo tutto il caimbellone (mantenendo comunque un po' di distanza dai bordi dello stampo), inserirvi tuttti i pezzetti di formaggio, premendo leggermente e spolverare il tutto con il parmigiano.

 

Ricoprire il tutto con i restanti tagliolini, premere bene per compattare il composto e spolverare ancora con un po' di parmigiano e con il pangrattato rimasto.


Infornare a 200°C (forno ventilato) e cuocere per circa 15-20 minuti, fino a quando la superficie dei tagliolini non sarà diventata ben dorata e croccante.

 

Sfornare il ciambellone, lasciarlo riposare per 5 minuti a temperatura ambiente e poi sformarlo su un piatto da portata (con la teglia in silicone io non ho mai avuto problemi e il ciambellone è sempre scivolato fuori intero, senza rovinarsi).





sabato 28 dicembre 2013

Semifreddo al torrone

Anche quest'anno il Natale è arrivato e se n'è andato e (per quanto ci riguarda) ha portato con sè la piccola e tremendissima Java...


Nonostante su di noi si sia abbattuto un tremendo vortice di pipì e popò, giochi sfrenati e inseguimenti con il piccolo Millo, ho avuto comunque modo di cucinare parecchi piattini sfiziosi, che sono stati prontamente spazzolati dal parentado famelico, che ogni anno si raduna per 3 giorni consecutivi (Vigilia, Natale e S. Stefano) per mangiare, spettegolare, rimangiare, giocare a tombola e mangiare di nuovo...
Giusto per spezzare un po' l'ordine precostituito, partirò da uno dei dolci... semifreddo al torrone!
Ricetta già sperimentata in diverse occasioni, ma sempre di gran successo...


Ingredienti:
300 g di torrone friabile (alle mandorle o alle nocciole)
6 cucchiai rasi di zucchro semolato
3 uova (da 60 g)
300 ml di panna fresca
3 cucchiai di liquore (tipo zabov)
pezzetti di cioccolato e mini meringhette, q.b. a piacere (per decorare)


Preparazione:
Tritare finemente il torrone e metterlo da parte.


Con le fruste, montare insieme i tuorli con lo zucchero fino a quando non diventeranno soffici e spumosi.
Unire il torrone tritato e il liquore, amalgamando il tutto fino a quando il composto non sarà omogeneo.


Montare a neve ben ferma la panna e gli albumi (con un pizzico di sale) e incorporarli delicatamente al composto (prima la panna e poi gli albumi).
 


Trasferire il tutto in uno stampo da plum-cake e picchiettarlo leggermente sul piano da lavoro, in modo da far uscire eventuali bolle d'aria.


Trasferire in congelatore e lasciar riposare per almeno 6 ore.
Al momento di servire il semifreddo, sformarlo aiutandosi con un coltello inumidito e decorarlo con pezzetti di cioccolato e mini meringhette.


lunedì 16 dicembre 2013

Pasta in brodo con funghi, fagioli e salsiccia

Sono consapevole di latitare vergognosamente dal blog da quasi un mese... purtroppo sono stata risucchiata dal vortice prenatalizio di cose da fare assolutissimamente con la massima urgenza. Ovvero, i regali ancora da impacchettare stanno avendo la meglio sui miei propositi d'incartarli, i menù per i giorni di festa attendono di essere pianificati, in ufficio la follia e il panico dilagano (sarà il Natale alle porte??? o forse è solo il trasloco che incombe...), il gatto Millo si è ormai definitivamente trasformato in un prepotente despota dedito ad una dominazione tirannica sui suoi sudditi (ovvero io e Matteo) e fra poco ci porteremo a casa pure un cagnolino... dopodichè probabilmente stramazzerò per il troppo stress e la troppa stanchezza (ma ci penserò quando sarà il momento... ^^).
Nel frattempo ho comunque realizzato qualche gustosa ricettina, che poi (ovviamente) non ho avuto il tempo di pubblicare... tenterò un recupero lampo nei prossimi giorni, mentre continuo ad attendere con trepidazione che le tanto attese ferie arrivino. Vorrei dedicarmi alla preparazione di qualche ricetta Natalizia, ma necessito di tempo e tranquillità...
Per ora vi lascio con la ricetta di una ricca minestra che ho realizzato con l'ultima raccolta di mazze di tamburo effettuata da mio padre. Volevo qualcosa di diverso dal solito e avevo un po' di sfoglia fresca avanzata dalle Lasagne al pesto, così ho un po' improvvisato... il risultato è stato davvero gustoso e adattissimo ad una fredda sera autunnale.


Ingredienti.
200 g di salsiccia tagliata a tocchetti
150 g di speck sgrassato e tagliato e striscioline 
250 g di mazze di tamburo tagliate a pezzetti
500 g di acqua bollente
1 lattina di fagioli cannellini lessati
1 lattina di fagioli rossi lessati
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di dado
200 g circa di avanzi di sfoglia fresca per lasagne tagliata a quadratini
sale e pepe, q.b
parmigiano reggiano a scagliette, q.b. a piacere

Preparazione:
Pulire bene i cappelli delle mazze di tamburo e tagliarle a pezzetti.


Rosolare nell'olio l'aglio e il peperoncino, aggiungere la salsiccia tagliata a pezzetti e lo speck a striscioline. Cuocere per circa 5 minuti, fino a quando la salsiccia non sarà ben colorita. A questo punto aggiungere i funghi, coprire con il coperchio e cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, in modo che perdano volume e rilascino la loro acqua.


Versare l'acqua bollente, il dado, il concentrato di pomodoro, un pizzico di sale e i fagioli (cannellini e rossi).
Portare a bollore e lasciar cuocere il tutto per circa 10 minuti. Unire poi i quadrotti di pasta fresca e terminare la cottura (circa 5 minuti) aggiungendo al bisogno ancora un po' di acqua calda, nel caso la minestra si stesse asciugando troppo.


Servire la minestra cospargendola con le scaglie di parmigano e una generosa macinata di pepe.



venerdì 13 settembre 2013

Zuppa rustica

Come ogni anno, alle prime (anzi, primissime) avvisaglie di autunno, ritornano anche gli amici germi e ricomincia l'infinita sequela di malanni stagionali. L'ufficio si trasforma ben presto in un covo di microbi e a quel punto si tratta solo di capire se ad avere la meglio sarà la tosse, la febbre, il raffreddore o il mal di gola...
Solitamente la mia resistenza all'attacco bacilloso viene piegata in tempi vergognosamente brevi e nel giro di qualche giorno soccombo al malanno, lo porto a casa, contagio Matteo e ci ritroviamo a trascinarci tra scatole di antibiotici, pasticche per il mal di gola, calzettoni di lana e fumenti al bicarbonato.
Nell'attesa che questa ondata di microbi passi e nella speranza che la prossima non sia troppo ravvicinata, cerco di cucinare comunque qualcosa di caldo e di buono e molto spesso opto per una zuppa o una minestra.
Oggi vi lascio quindi una ricettina semplice, sfiziosa e ottima per lenire gli animi affranti dall'influenza... L'ho realizzata partendo da una semplice confezione di misto di legumi e cereali secchi (non necessitanti di ammollo), a cui ho aggiunto qualche altro ingrediente per rendere il tutto più gustoso.


Ingredienti:
250 g di miscela di legumi e cereali secchi (nel mio caso: orzo pelato, piselli spezzati, lenticchie verdi, fagioli azuki verdi, fagioli dall'occhio e lenticchie rosse)
1 spicchio di aglio tritato
1 peperoncino piccolo tritato
50 g di speck
1 cucchiaino di dado
3 cucchiai di passata di pomodoro
1 manciata di funghi porcini secchi già ammollati
150 g di patate tagliate a pezzetti
olio evo, q.b.
pepe nero macinato, q.b.
parmigiano gratuggiato, q.b. a piacere

Preparazione
In una pentola rosolare l'aglio tritato e il peperoncino in 3 cucchiai di olio.
Aggiungere lo speck e il misto di cereali e legumi e tostare per un paio di minuti.


Unire la passata di pomodoro, il dado, 1500 g di acqua e i funghi porcini ben strizzati; mescolare, coprire con il coperchio e cuocere per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altra acqua se la zuppa dovesse asciugarsi troppo.

 

Unire le patate a cubetti e proseguire la cottura per altri 30 minuti.


Condire con una macinata di pepe e servire a piacere con del parmigiano reggiano gratuggiato.

martedì 3 settembre 2013

Gratin di patate e formaggio Munster

I miei genitori mi hanno portato un altro gradito regalino dall'Alsazia... ovvero del fetentissimo Munster!!!
Per chi non lo conoscesse, il Munster è un formaggio di latte crudo vaccino a pasta molle, tipico dell'Alsazia. La sua particolarità consiste nel fatto di essere puzzolente, anzi puzzolentissimo... Nonostante io sia un'amante dei formaggi francesi e di quelli un po' forti in generale, devo ammettere che il caratteristico fetore sprigionato dal Munster è davvero mortifero. Personalmente non so se esista un formaggio più fetido (io non mi ci sono mai imbattuta), ma di sicuro è uno dei formaggi più buoni che abbia mai assaggiato.
Passiamo a qualche consiglio pratico... Per prima cosa, è bene sapere che è praticamente impossibile conservare il Munster senza appestare il frigorifero, la cucina e l'intera casa... Non c'è niente da fare: l'indiscutibile verità è che il Munster puzza. Puzza talmente tanto che la sua invadente presenza si percepisce anche quando lo si compra nelle a confezioni sottovuoto (crogiolandosi nell'illusione che "no... sicuramente non puzzerà, è ben sigillato!"... illusi!!!)... quindi vi lascio immaginare cosa succede quando la confezione viene aperta... L'unica possibilità è mangiarlo tutto il prima possibile, così che la puzza non abbia il tempo di radicarsi nell'ambiente e stordirvi.
Il Munster è molto buono sia crudo che cotto (e la cottura rivela una sorpresa... ma ve la spiegherò dopo) e questa volta ho deciso di abbinarlo a delle semplicissime patate per un gustoso gratin (preparazione assaggiata più volte in Alsazia).


Ingredienti:
600 g di patate già sbucciate e pulite
200 g di formaggio Munster
50 g di toma  morbida
parmigiano grattugiato, q.b.
1 cucchiao di pangrattato
10 g di burro
1 cucchiaio di olio
pepe nero macinato

Preparazione:
Cuocere le patate in pentola pressione per circa 15 minuti, trasferirle in uno scolapasta e lasciarle intiepidire. Non devono essere stracotte (altrimenti si spappoleranno quando cercherete di tagliarle) ma devono comunque aver perso la durezza anche nella parte interna.


Nel frattempo, dedicarsi alla pulitura del fetido Munster, rimuovendo la scorza arancione che lo ricopre. Lo strumento migliore per effettuare quest'operazione è un pela-patate, che permette di raschiare via solo la parte più umida e molliccia. In questo modo eviterete sia di sprecare prezioso formaggio sia d'impiastricciarvi troppo le mani (che poi continuerebbero a puzzare per un considerevole numero di ore).


Ricavare delle fettine sottili e tenerle da parte sul tagliare, insieme alla toma (anch'essa tagliata a fettine)
Volendo (se i vostri nasi sono particolarmente temerari), è possibile utilizzare soltanto il Munster, senza aggiungere altri formaggi. Io onestamente ne avevo avanzata solo mezza formella e comunque il formaggio è davvero forte, quindi può essere tranquillamente stemperato con un po' di toma (che comunque non è che sia proprio profumatissima...)


Riprendere le patate e affettarle con uno spessore di circa 4 mm (non di più, altrimenti non termineranno la cottura e rimarranno dure). Preriscaldare il forno a 180° (ventilato).
Ungere leggermente di burro il fondo di un tegamino in cotto (diametro 20 cm e altezza almeno 10 cm). Disporre uno strato uniforme di patate (circa 1/4) e ricoprire con 1/4 dei formaggio. Aggiungere un abbondante cucchiaio di parmigiano, un pizzico di sale e una macinata di pepe nero.
Ricoprire con un altro strato di patate e proseguire allo stesso modo fino all'esaurimento degli ingredienti... dovrebbero venire 4 strati di patate e 4 di formaggio. Completare l'ultimo strato con una doppia spolverata di parmigiano e con il cucchiaio di pangrattato.
Infornare il tegamino nella parte alta del forno e dopo 15 minuti, alzare la temperatura a 200°C. Proseguire la cottura per altri 15 minuti, fino a quando la superficie del gratin non sarà bella dorata.



Sfornare il tegamino ed ecco la sorpresa... il Munster cotto (per quanto non profumi di violetta) perde quasi del tutto l'aroma di piede macerato per ore in una scarpa da tennis logora, ovvero non è più così mefistofelico come quando era crudo. Potete quindi togliervi la molletta dal naso, lasciar riposare per 5 minuti il gratin e accingervi a divorarlo...

 

Variante: se avete a disposizione un buon lasso di tempo da dedicare al processo digestivo, potete arricchire ulteriormente il gratin, aggiungendo qualche strisciolina di prosciutto leggermente affumicato...